10 agosto 2006

Gas e gestori: a quando la concorrenza sulle tariffe?

(Il Salvagente)

di Francesco Martini

Il mercato del gas è libero: chi se ne è accorto? Pochi. Le famiglie possono scegliere il fornitore che preferiscono e le aziende hanno a disposizione 6,5 milioni di potenziali clienti: non è notizia di ieri, il gas è stato liberalizzato il primo gennaio 2003. Eppure la maggior parte degli italiani non ne ha mai sentito parlare. Perché la concorrenza è debole.

13 luglio 2006

Eni e Enel: potenti e prepotenti


di Francesco Martini
 
(Il Salvagente)
 
Gli italiani un rovello ce l'hanno. Perché - si chiedono - le bollette della luce e del riscaldamento continuano ad aumentare anche se in media sono fra le più alte d'Europa? Per quale motivo siamo ormai abituati al rischio di trovarci a lume di candela, o senza gas, solo perché accendiamo i condizionatori, o perché la Russia litiga con l'Ucraina?
A parte i megautili nei bilanci di Eni e Enel (anche se contano eccome), le altre risposte si trovano nella "Relazione annuale sullo stato dei servizi", presentata il 6 luglio scorso da Alessandro Ortis, presidente dell'Autorità per l'energia e il gas. Che davanti al presidente della Repubblica, al governo e al Parlamento, si è lanciato a capofitto contro i monopoli dell'energia.
Vediamo le accuse. Enel è stata bacchettata perché, nonostante la cessione a terzi di buona parte delle infrastrutture, occupa una posizione ancora troppo ingombrante nel mercato dell'elettricità, visto che è "in grado di controllare i prezzi, in determinati periodi, zone del paese e fasi di mercato", anche se nel settore elettrico si sono raggiunti "significativi risultati".
Il Gruppo Eni, invece, è stato preso addirittura a cannonate: "Il quadro competitivo nel settore del gas è in progressivo peggioramento, a causa di inadeguati sviluppi delle infrastrutture e della dominanza sul mercato" ha dichiarato il presidente dell'Autorità.

30 marzo 2006

Immigrati e permessi, l'umiliazione di Poste

(Il Salvagente)

di Francesco Martini


Per tre giorni sono rimasti sul marciapiede e hanno passato la notte al freddo con le coperte e i viveri della Caritas, ma all’ora fatidica, alle 14.30 di martedì 14 marzo, quando è iniziata la grande gara per i permessi di soggiorno, le saracinesche rimaste abbassate. Gli uffici postali non hanno aperto in tempo. Così è svanita, per centinaia di immigrati, l’opportunità di un lavoro regolare: volevano consegnare i moduli per primi nella speranza di entrare nelle graduatorie, ma alcune agenzie di Poste hanno aperto con grave ritardo, quando la soglia delle 170mila richieste previste dal decreto flussi era già stata superata (alle 14.31 ne erano già state presentate 30.000).
Eppure sui giornali, in queste settimane, il ministro degli Interni Scajola e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Sarmi, ci hanno assicurato che tutto è filato liscio, e che la gestione delle oltre 480mila domande è stata un capolavoro di efficienza. Grazie a un raffinato sistema di lettori ottici e collegamenti informatici, nei 20mila sportelli dedicati agli immigrati (“avremmo potuto aprirne 25mila”, ha dichiarato Sarmi, senza spiegare perché sono rimasti chiusi) sono stati registrati l’ora, il minuto, il secondo e il decimo di secondo di consegna dei moduli. Un grande, impeccabile meccanismo a orologeria? Non proprio.

2 marzo 2006

Il 5xmille? Al golf club e alla Guardia padana

(Il Salvagente)
 
di Francesco Martini

Avanti, c’è posto! Guardia Nazionale Padana, Club amici delle Topolino, Associazione dei commercialisti della Lombardia, Associazione dei medici urologi di Gioia del Colle: si incontrano parecchie sorprese nello sterminato elenco delle associazioni e degli enti che otterranno i finanziamenti del 5 per mille.

9 febbraio 2006

Il mistero dei treni scomparsi

(Il Salvagente)

di Francesco Martini

Lo specchio delle difficoltà delle ferrovie italiane sono i percorsi regionali.
Dove viaggiano i pendolari e i prezzi dei biglietti sono più bassi, sono stati applicati i peggiori tagli agli investimenti. Le attenzioni dell'azienda di Stato sono tutte per i percorsi lunghi, ovvero quelli con le tariffe più ricche.
Ma anche le grandi dorsali, ormai, mostrano segni di crisi. La carenza di motrici e carrozze è un problema diffuso in tutto il Paese, dai piccoli tragitti ai grandi percorsi. L’acquisto di nuovi convogli procede a rilento. In parte è affidato alle regioni, che hanno poca voglia di investire senza garanzie. Perchè le Ferrovie tendono a fare di testa di loro: alcuni treni acquistati nelle Marche, per fare un esempio, sono finiti in Lombardia, e questo agli amministratori locali non piace.
Sono sempre più numerosi, nel frattempo, i vecchi treni che finiscono in manutenzione. E’ il caso delle 800 carrozze (su un totale di 8300) ritirate a ottobre a causa di pulci, cimici e zecche che si annidavano nella sporcizia dei vecchi sedili. Da Trenitalia avevamo ricevuto la garanzia che, dopo una radicale opera di “ristrutturazione”, le carrozze sarebbero tornate in circolazione entro 3 mesi. Il tempo è scaduto: torniamo a chiedere che fine hanno fatto le carrozze.
“Ne sono tornate in circolazione 120” rispondono i portavoce dell’azienda ferroviaria, e spiegano che entro fine marzo “torneranno a viaggiare 287 carrozze”.
Ma i treni ristruttirati non fanno in tempo a tornare sulle rotaie che finiscono di nuovo in manutenzione: è il caso delle 10 motrici Etr 500 (per un totale di 18 percorsi) ritirate il 30 gennaio. Sono gli Eurostar più vecchi in circolazione (costruiti nel ’93) e hanno un difetto: le prese d’aria del motore sono in basso, sotto la "pancia" del treno, rivolte verso il terreno. Quindi basta un po’ di neve per fermare il motore. Quando hanno cominciato a saltare i circuiti gli Etr sono tornati in officina. Dovevano riprendere a funzionare, ancora una volta, entro il 5 febbraio. Al momento in cui scriviamo, invece, otto mancano all'appello.

13 ottobre 2005

Digitale terrestre, la fretta è sospetta

(Il Salvagente)
  
di Francesco Martini

Come si fa a costringere un intero paese, in piena crisi dei consumi, ad acquistare in massa, in breve tempo e a prezzo maggiorato un bene non strettamente necessario? La risposta si trova in Italia e si chiama digitale terrestre. Anche quest’anno nella Finanziaria è stato trovato posto per gli incentivi all’acquisto dei decoder, che hanno prezzi insolitamente alti. L'ennesimo contributo pubblico, di sicuro, non aiuta a farli scendere.
“Gli incentivi sono ancora una priorità” spiegano dal ministero delle Comunicazioni. Questa “priorità” trova giustificazione nella legge Gasparri che prevede, a gennaio del 2006, lo spegnimento della televisione analogica, con sei anni di anticipo rispetto agli obblighi indicati dall’Unione Europea.
Ma quella scadenza, in realtà, non ci crede nessuno.

15 settembre 2005

Autostrade ha un tesoro molto ben nascosto

LAVORI CHE DOVEVANO ESSERE FINITI ANNI FA, NEPPURE APPALTATI. LUNGHE CODE E MANUTENZIONI MANCATE. MA LA SOCIETÀ L'ANNO SCORSO HA REALIZZATO BEI GUADAGNI.
A SPESE NOSTRE.
(Il Salvagente)

di Francesco Martini

Non sono stati eseguiti i lavori di ampliamento e ristrutturazione, la manutenzione non è migliorata e le tariffe sono sempre più alte. Ma a cosa è servito privatizzare le autostrade?

25 agosto 2005

Gas, luce, benzina: ecco l'autunno dello scontento

(Il Salvagente)
 
di Francesco Martini

L’Italia è un motore che va a petrolio: più di ogni altro paese europeo ci serviamo dell’oro nero per produrre energia. E adesso che il prezzo al barile ondeggia attorno ai 65 dollari, l’inverno delle famiglie italiane si annuncia più costoso che mai. Anche perché il governo fatica a proporre una politica energetica credibile, a breve o lungo termine.

14 luglio 2005

E dietro Eutelia Spa prolificano i "dialer"


L'AZIENDA SUBAFFITTA A PICCOLE SOCIETA' ESTERE I NUMERI COL FAMIGERATO PREFISSO 899

di Francesco Martini

(Il Salvagente)

Quando si parla di superbollette, alla fine salta fuori sempre un nome: Eutelia Spa. L'azienda è poco conosciuta eppure è il quarto gestore di telefonia fissa italiano, con un fatturato di circa 540 milioni di euro. Eutelia è alle spalle soltanto di Telecom, Wind e Albacom. Insomma, un vero e proprio gigante, che è sempre rimasto nell'ombra, perché non ha mai avuto bisogno di pubblicità. La maggior parte dei ricavi di Eutelia, infatti, non deriva dalle telefonate urbane o interurbane, dal canone o dal traffico dei cellulari: il suo core-business sarebbe soprattutto nel mercato dei dialer, il lato oscuro della telefonia.

12 maggio 2005

Taxi-scandal, prima mossa del Garante

(Il Salvagente, campagna contro le "liste nere" delle centrali radio-taxi, secondo articolo)

di Francesco Martini

Per l’assessore ai trasporti di Milano Giorgio Goggi “le centrali radio-taxi stanno commettendo una gravissima violazione”. Gli fa eco il collega del Comune di Roma, Mauro Calamante: “La vicenda è grave: la macchina del Comune si metterà in moto appena riceveremo una segnalazione circostanziata”, mentre il responsabile ai trasporti Ds Luciano Chiolli parla di “fenomeno allucinante, che deve essere immediatamente arginato”. E il Codacons ha già inviato un esposto al Garante della privacy, chiedendo l’avvio di un’indagine sulle centrali radio-taxi di tutte le città italiane.
Sono alcune delle reazioni a un articolo pubblicato sul Salvagente della scorsa settimana, che denuncia la strana consuetudine di alcune centrali di radio-taxi: ormai da tre anni schedano tutti i clienti.
I dati sono conservati in giganteschi archivi informatici e le aziende dei tassì addirittura fanno distinzione fra cittadini “affidabili” e “inaffidabili”.

5 maggio 2005

Taxi: salga pure, tanto è schedato

(Il Salvagente, campagna contro le "liste nere" delle centrali radio-taxi, primo articolo)

di Francesco Martini

“Ma lei… come fa a sapere il mio nome?” Sembra la battuta un po’ scontata di qualche film di spionaggio ma è una scena che si ripete anche nella realtà, a bordo dei taxi di Roma e di Milano. Capita spesso che i tassisti, senza bisogno di presentazioni, conoscano nome, cognome e numero di telefono di chi sale a bordo delle vetture. La questione ci è stata segnalata da un nostro abbonato che tiene molto alla sua privacy: almeno sulle pagine del Salvagente, quindi, resterà anonimo. Quando sale su un taxi, invece, il nostro lettore viene subito identificato, perché i suoi dati anagrafici, ogni volta, compaiono sullo schermo di un apparecchio elettronico installato sul cruscotto.

14 aprile 2005

L'Adsl al Sud? Per molti resta un puro sogno

GLI ESPERTI PARLANO DI "DIGITAL DIVIDE" PER DIRE CHE LA TECNOLOGIA
INFORMATICA, ANZICHÉ ACCORCIARLE, HA ACCRESCIUTO LE DISTANZE FRA LE
DUE ITALIE.
LA PROTESTA ARRIVA A BRUXELLES

di Francesco Martini


La rivoluzione della banda larga, nel Sud Italia, non è mai arrivata: in Calabria, ad esempio, ne hanno sentito solo l'eco. Gli esperti lo chiamano "digital divide", divisione digitale: significa che la tecnologia informatica, invece di accorciare le distanze, in Italia è servita a sottolineare la disparità fra Nord e Sud del paese.

17 marzo 2005

Dici Sportello Unico ma non si vede nulla


(Il Salvagente)

di Francesco Martini

E’ nato lo Sportello Unico per l’immigrazione, ma esiste solo sulla carta. L’ufficio decentrato per gestire più in fretta le pratiche burocratiche degli immigrati, formalmente, è pronto e in funzione già dal 25 febbraio. Di fatto, però, non si vede.

24 febbraio 2005

Adsl, tante velocità ma un'unica bolletta

(Il Salvagente)

di Francesco Martini

Internet cambia velocità: l’Adsl raddoppia, triplica, quadruplica. Ma per il 12 per cento degli utenti non cambia proprio nulla perché le linee di rame, semplicemente, non sono in grado di reggere lo sforzo.

22 luglio 2004

Le responsabilità del grande black-out

(Il Salvagente)

di Francesco Martini
 
Speriamo che gli svizzeri, quest’anno, abbiano potato bene gli alberi. E’ ancora buio, infatti, sulle responsabilità del grande black-out del 28 settembre 2003, che per 17 ore ha lasciato senza corrente elettrica oltre 7,3 milioni di italiani. Dopo quasi un anno, cinque inchieste e una valanga di polemiche, l’unico colpevole accertato è il ramo dell’albero svizzero: caduto su un cavo dell’alta tensione l’aveva tranciato, lasciandoci tutti a lume di candela. Il ministero dello Sviluppo economico ha un rapporto riservato sull'accaduto. Chi l'ha scritto ci ha affidato alcune indiscrezioni che aggiungono nuovi indizi sui responsabili del blocco della corrente.