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2 gennaio 2014
15 novembre 2013
Manager pubblici e stipendi d'oro: come ti aggiro il tetto sui compensi
di Francesco Martini
(Tg La7)
(Tg La7)
1 novembre 2012
Perché l'Istat sta dando i numeri
di Francesco Martini
e Francesco Bardaro Grella
I numeri forniti dall'Istat servono a scrivere leggi, regolamenti,
sono un punto di riferimento per stabilire, ad esempio, i flussi
migratori o le tariffe dei servizi pubblici. Dalle gare d'appalto
agli assegni di mantenimento per le coppie divorziate, la vita degli
italiani è influenzata dalle statistiche ufficiali e basta
un'oscillazione, lo spostamento di un decimale, per innescare effetti
imprevedibili: fiumi di soldi cambiano direzione, ballano posti di
lavoro, tremano intere famiglie.
Ecco perché
l'accuratezza, la trasparenza e l'indipendenza del'Istituto nazionale
di statistica dovrebbero essere fuori discussione. Guai se i dati
fossero sbagliati, o peggio, manipolati ad arte. Se l'Istat, invece
di fornire dati attendibili, desse letteralmente i numeri, sarebbe un
disastro incalcolabile. E allora perché i conti non tornano?
Sembra incredibile,
ma alcune statistiche proprio non quadrano. Per capire il motivo,
Rolling Stone ha passato al setaccio numeri e tabelle. Ciò che
abbiamo scoperto mette a dura prova la credibilità della statistica
pubblica.
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1 gennaio 2012
VIAGGIO NEL PAESE DELLE GRANDI OPERE MANCATE
di Francesco Martini
(Rolling Stone - RS Inchiesta)
(Rolling Stone - RS Inchiesta)
LA COSTRUZIONE DI AUTOSTRADE, METROPOLITANE, FERROVIE, RETI IDRICHE. MA ANCHE LA MESSA IN SICUREZZA DELLE SCUOLE. PER NON PARLARE DI QUEL PONTE SULLO STRETTO CHE È ORMAI LEGGENDA. "RS" HA FICCATO IL NASO IN UN PROGRAMMA DI INVESTIMENTI ANTICO, CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI
CORAGGIO investite in Italia: siamo un Paese che onora gli impegni. Per convincere i mercati internazionali si potrebbe diffondere un dépliant del "Programma di investimenti per le infrastrutture strategiche", meglio famose come Grandi Opere: strade, acquedotti, ferrovie e metropolitane che gli italiani non hanno mai visto.
12 dicembre 2011
26 luglio 2011
Grandi Stazioni, ma risultati piccoli
Grandi Stazioni, società controllata da Fs e partecipata al 40% dai gruppi Benetton, Pirelli e Caltagirone, gestisce le tredici principali stazioni ferroviarie italiane. O almeno dovrebbe. In molti casi i lavori sono quasi fermi e la conclusione delle opere, a dieci anni dalla firma degli impegni, potrebbe essere ancora lontana. Non solo. Nel contratto con Rfi non sono fissati termini e penali per le consegne.
(Linkiesta)
di Francesco Martini
6 luglio 2010
Tremano i vertici di Trenitalia dopo gli arresti di Napoli
Se Arena parla sono guai. I giudici: "Un sistema criminale ancora operante".
(IlSalvagente.it)
di Francesco Martini
L'ingegner Raffaele Arena, ex dirigente delle Ferrovie, arrestato martedì scorso dalla Guardia di Finanza con l'accusa di corruzione nell'assegnazione dei lavori di manutenzione dei treni, avrebbe molto da raccontare.
Grazie a lui, infatti, potrebbero cadere le tessere del domino del sistema di appalti del colosso ferroviario di Stato, che l'economista Marco Ponti, abituato a percorrere il labirinto dei bilanci, ci descrive come "un naturale terreno di coltura per il germe della corruzione" dove "tutti i maggiori appalti sono pilotati direttamente dalla politica".
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28 agosto 2008
Treni in crisi, la cura del silenzio
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
“Quelle, secondo me, non sono neanche zecche”. L’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, è un abile comunicatore: pochi, al suo posto, si troverebbero a loro agio commentando carrozze infestate dai parassiti, locomotive che si smontano per strada e continui malfunzionamenti, mentre un fiume di denaro pubblico continua a passare dalle tasche dei contribuenti alle casse delle Ferrovie. Nelle interviste l’amministratore minimizza, si avventura in arditi paragoni con il resto d’Europa e sostiene la necessità di smantellare parte del servizio ferroviario. Nel frattempo l’azienda punisce duramente, anche con il licenziamento, il personale che offre interviste alla stampa, con l'accusa di "gettare discredito sulla dirigenza". E' successo, ad esempio, quando alcuni ferrovieri hanno dato la loro versione sull'episodio, recente, dei due Eurostar che hanno perso alcune carrozze durante la marcia.
24 luglio 2008
Nella corsa per la concorrenza Ferrovie ha il freno tirato
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
Che succede in questi giorni nelle Ferrovie? Facciamo una breve panoramica. Per cominciare l’amministratore delegato, Mauro Moretti, annuncia meravigliosi progressi nei lavori sulle linee ad alta velocità. Più in sordina, il presidente Innocenzo Cipoletta avverte che sono previsti nuovi aumenti di prezzo dei biglietti, che saliranno almeno del 5 per cento, sui percorsi lunghi. Nel frattempo 460 passeggeri di un Eurostar sono costretti a chiedere di fermare il treno perché il caldo è insopportabile, l’impianto d’aria condizionata è rotto. E sempre nelle stesse ore, per completare il quadro, un altro Eurostar si spezza letteralmente a metà, per fortuna senza passeggeri a bordo, per un malfunzionamento dell'impianto frenante: si è impiantata la coda del treno mentre la locomotiva continuava a tirare, finché un gancio fra le carrozze ha ceduto. Ecco, fermiamoci per ora su questa immagine, che descrive benissimo la situazione delle Ferrovie italiane: una locomotiva in corsa con il freno tirato.
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14 gennaio 2008
Ferrovie, negli appalti qualcosa non torna
("Si attende cortese smentita", Niente di personale, La7)
di Francesco Martini e Francesco Bardaro Grella
di Francesco Martini e Francesco Bardaro Grella
30 agosto 2007
Gatto diabolico, stazione bloccata
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
A Roma, davanti al binario dodici della stazione Termini, vicino a una locomotiva spenta, gli uomini della Polizia Ferroviaria stanno accucciati, attenti, con gli occhi puntati sui binari. Al loro fianco, nella stessa posizione, c’è il personale dell’Eurostar delle nove e quarantacinque, che dovrebbe andare a Reggio Calabria ma non si è mosso dalla stazione. I passeggeri, stanchi di aspettare, sono scesi dalle carrozze. Così, sotto il sole rovente, sulla banchina, ci sono centinaia di persone che si chinano e scrutano fra le ruote del treno. Ogni tanto qualcuno fa schioccare la lingua e lancia un richiamo: “Micio? Vieni qui, micio!”
9 agosto 2007
Le Ferrovie dimenticano il Sud
(Il Salvagente)
di Francsco Martini
Immaginate di trovarvi una domenica pomeriggio ad aspettare il treno nella stazione di Zambrone, in Calabria, vicino alle spiagge di Tropea. Non avete il biglietto. Non c’è la biglietteria e neppure un distributore self-service.
Così sulla banchina deserta, sotto un sole a picco, senza il biglietto, si respira una romantica sensazione d’abbandono. Perfettamente giustificata: “In questo momento, non saprei dire se la stazione di Tropea, o qualsiasi altra piccola stazione, sia ancora attiva”, confessa con amarezza il Direttore generale dell’assessorato ai Trasporti della Regione Calabria, Antonio Izzo. E spiega: “Le Ferrovie dello Stato, quando chiudono una piccola stazione, non si preoccupano neppure di avvertirci”.
2 agosto 2007
Grandi Stazioni piccoli investimenti
I LAVORI DOVEVANO FINIRE DUE ANNI FA, MA RESTANO SULLA CARTA
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
Ma la stazione di Firenze Santa Maria Novella, non doveva essere rimessa a nuovo? E quella di Bologna? E a Palermo quando iniziano i lavori? E a Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova, Genova Principe, Bari Centrale?
Sono dodici le grandi stazioni italiane in attesa di restauro: i lavori dovevano cominciare sette anni fa. Ma i cantieri non aprono, oppure vanno a rilento, e la maggior parte dei progetti è solo sulla carta. Come mai, in tanto tempo, è stato fatto così poco?
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
Ma la stazione di Firenze Santa Maria Novella, non doveva essere rimessa a nuovo? E quella di Bologna? E a Palermo quando iniziano i lavori? E a Venezia Santa Lucia, Verona Porta Nuova, Genova Principe, Bari Centrale?
Sono dodici le grandi stazioni italiane in attesa di restauro: i lavori dovevano cominciare sette anni fa. Ma i cantieri non aprono, oppure vanno a rilento, e la maggior parte dei progetti è solo sulla carta. Come mai, in tanto tempo, è stato fatto così poco?
28 giugno 2007
Antitrust: "Avanti con le liberalizzazioni"
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
Quando un aereo prende quota ma la resistenza dell’aria diventa troppo forte, allora va in stallo. Il presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà ha usato proprio questa parola, “stallo”, per indicare la fase critica delle liberalizzazioni. Che rischiano di precipitare perché la manovra del governo, mentre prendeva quota, ha incontrato una resistenza troppo forte: “Le lobby si riorganizzano e trovano appoggi nei due schieramenti politici” ha detto il presidente dell’Authority martedì 26 giugno, durante la Relazione annuale a Montecitorio.
9 febbraio 2006
Il mistero dei treni scomparsi
(Il Salvagente)
di Francesco Martini
di Francesco Martini
Lo specchio delle difficoltà delle ferrovie italiane sono i percorsi regionali.
Dove viaggiano i pendolari e i prezzi dei biglietti sono più bassi, sono stati applicati i peggiori tagli agli investimenti. Le attenzioni dell'azienda di Stato sono tutte per i percorsi lunghi, ovvero quelli con le tariffe più ricche.
Ma anche le grandi dorsali, ormai, mostrano segni di crisi. La carenza di motrici e carrozze è un problema diffuso in tutto il Paese, dai piccoli tragitti ai grandi percorsi. L’acquisto di nuovi convogli procede a rilento. In parte è affidato alle regioni, che hanno poca voglia di investire senza garanzie. Perchè le Ferrovie tendono a fare di testa di loro: alcuni treni acquistati nelle Marche, per fare un esempio, sono finiti in Lombardia, e questo agli amministratori locali non piace.
Sono sempre più numerosi, nel frattempo, i vecchi treni che finiscono in manutenzione. E’ il caso delle 800 carrozze (su un totale di 8300) ritirate a ottobre a causa di pulci, cimici e zecche che si annidavano nella sporcizia dei vecchi sedili. Da Trenitalia avevamo ricevuto la garanzia che, dopo una radicale opera di “ristrutturazione”, le carrozze sarebbero tornate in circolazione entro 3 mesi. Il tempo è scaduto: torniamo a chiedere che fine hanno fatto le carrozze.
“Ne sono tornate in circolazione 120” rispondono i portavoce dell’azienda ferroviaria, e spiegano che entro fine marzo “torneranno a viaggiare 287 carrozze”.
Ma i treni ristruttirati non fanno in tempo a tornare sulle rotaie che finiscono di nuovo in manutenzione: è il caso delle 10 motrici Etr 500 (per un totale di 18 percorsi) ritirate il 30 gennaio. Sono gli Eurostar più vecchi in circolazione (costruiti nel ’93) e hanno un difetto: le prese d’aria del motore sono in basso, sotto la "pancia" del treno, rivolte verso il terreno. Quindi basta un po’ di neve per fermare il motore. Quando hanno cominciato a saltare i circuiti gli Etr sono tornati in officina. Dovevano riprendere a funzionare, ancora una volta, entro il 5 febbraio. Al momento in cui scriviamo, invece, otto mancano all'appello.




