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1 novembre 2012

Perché l'Istat sta dando i numeri


di Francesco Martini
e Francesco Bardaro Grella
 

(Rolling Stone - RS Inchiesta)

I numeri forniti dall'Istat servono a scrivere leggi, regolamenti, sono un punto di riferimento per stabilire, ad esempio, i flussi migratori o le tariffe dei servizi pubblici. Dalle gare d'appalto agli assegni di mantenimento per le coppie divorziate, la vita degli italiani è influenzata dalle statistiche ufficiali e basta un'oscillazione, lo spostamento di un decimale, per innescare effetti imprevedibili: fiumi di soldi cambiano direzione, ballano posti di lavoro, tremano intere famiglie.
Ecco perché l'accuratezza, la trasparenza e l'indipendenza del'Istituto nazionale di statistica dovrebbero essere fuori discussione. Guai se i dati fossero sbagliati, o peggio, manipolati ad arte. Se l'Istat, invece di fornire dati attendibili, desse letteralmente i numeri, sarebbe un disastro incalcolabile. E allora perché i conti non tornano?
Sembra incredibile, ma alcune statistiche proprio non quadrano. Per capire il motivo, Rolling Stone ha passato al setaccio numeri e tabelle. Ciò che abbiamo scoperto mette a dura prova la credibilità della statistica pubblica.

24 ottobre 2011

Poste Italiane, la banca col trucco

FA LA BANCA MA NON E' UNA BANCA, RICEVE FIUMI DI FINANZIAMENTI PUBBLICI MENTRE IL SERVIZIO POSTALE VA A ROTOLI. E IL GOVERNO NON BATTE CIGLIO, GRAZIE AI BUONI UFFICI DELL'AMMINISTRATORE DELEGATO, MASSIMO SARMI.
COME QUEL GIORNO DI FERRAGOSTO, QUANDO IL PRESIDENTE DI PANAMA E' VOLATO IN ITALIA PER INCONTRARE TALE VALTER LAVITOLA...

di Francesco Martini


27 marzo 2009

Strana partita di giro fra Poste Italiane e Cassa depositi e prestiti (SCALETTA VIDEO)

("Si attende cortese smentita", Niente di personale, La7)

di Francesco Martini

[Inchiesta video]
 
Un bilancio eccezionale. Ma è tutto oro quel che luccica?
Anche quest’anno i conti di Poste italiane, presentati alla stampa lunedì scorso, sono esaltanti: la società pubblica vanta utili per 882 milioni di euro. Fra le aziende italiane, è al terzo posto nella classifica di Fortune. Ma da dove vengono tutti questi soldi?
Prima di entrare nel dettaglio, vediamo come sono cambiate le Poste e cosa fanno.

4 marzo 2008

Poste Italiane: bilanci d'oro e posta al macero

("Si attende cortese smentita"; Niente di personale, La7)

di Francesco Martini e Francesco Bardaro Grella

22 febbraio 2007

Pacchi postali: dalla Cina in un giorno, da Milano in sei mesi

(Il Salvagente)

di Francesco Martini

Un pacco su dieci resta bloccato. Non importa se il mondo è “globalizzato” e le merci viaggiano in tempo record da un capo all’altro del pianeta. Quando arrivano in Italia, dopo migliaia di chilometri, il dieci per cento dei circa settemila pacchi e pacchetti che arrivano ogni giorno da paesi extraeuropei finisce in un magazzino di Poste italiane. E lì resta. Anche per parecchi mesi.
“Riporteremo la situazione alla normalità in due settimane”, è la promessa di Poste al Salvagente. Speriamo che tengano fede all’impegno. Perché la situazione, ormai da due anni, è disastrosa.

30 marzo 2006

Immigrati e permessi, l'umiliazione di Poste

(Il Salvagente)

di Francesco Martini


Per tre giorni sono rimasti sul marciapiede e hanno passato la notte al freddo con le coperte e i viveri della Caritas, ma all’ora fatidica, alle 14.30 di martedì 14 marzo, quando è iniziata la grande gara per i permessi di soggiorno, le saracinesche rimaste abbassate. Gli uffici postali non hanno aperto in tempo. Così è svanita, per centinaia di immigrati, l’opportunità di un lavoro regolare: volevano consegnare i moduli per primi nella speranza di entrare nelle graduatorie, ma alcune agenzie di Poste hanno aperto con grave ritardo, quando la soglia delle 170mila richieste previste dal decreto flussi era già stata superata (alle 14.31 ne erano già state presentate 30.000).
Eppure sui giornali, in queste settimane, il ministro degli Interni Scajola e l’amministratore delegato di Poste Italiane, Sarmi, ci hanno assicurato che tutto è filato liscio, e che la gestione delle oltre 480mila domande è stata un capolavoro di efficienza. Grazie a un raffinato sistema di lettori ottici e collegamenti informatici, nei 20mila sportelli dedicati agli immigrati (“avremmo potuto aprirne 25mila”, ha dichiarato Sarmi, senza spiegare perché sono rimasti chiusi) sono stati registrati l’ora, il minuto, il secondo e il decimo di secondo di consegna dei moduli. Un grande, impeccabile meccanismo a orologeria? Non proprio.