di Francesco Martini
Fra torri di controllo, hangar, piste d’atterraggio e zone d’imbarco, c’è un pozzo senza fondo. Chi parte da Linate, Malpensa, Fiumicino o Ciampino per le prossime vacanze di Natale, avrà modo di verificarlo: in ogni aeroporto c’è un baratro dove sparisce un fiume di denaro. Una bella fetta del prezzo dei biglietti aerei, infatti, serve ad alimentare i cosiddetti “oneri aeroportuali”. Ma a cosa dovrebbero servire, e come vengano calcolati questi “oneri”? Per ora, non si sa.